Tu pensi di dare l’anima (e anche il portafogli!) per costruire negli anni una cantina di alto livello, ma talvolta ai giornalisti non basta.
Anni fa fu aperto un ristorante [innominato], in una zona [sconosciuta], ma non abbastanza lontano per non percepirne gli echi, che balzò agli onori delle cronache del nostro settore.
Evviva la concorrenza: ci fa stare tutti all’erta per migliorarci sempre più, e talvolta si può sempre imparare qualcosa dai nostri colleghi. Quello che non mi va a genio però sono le classifiche sulle guide distorte rispetto ai fatti reali. Quando poi i fatti sono supportati dai numeri, scopriamo che la valutazione è sempre più facile da effettuare.
Che tra 300 e 12000 ci sia un bel pò di strada nessuno lo metterebbe in dubbio. Nessuno tranne qualche giornalista con la bussola un pò impazzita.
Una bottiglia di vino classica da 0,750 è larga circa sette centimetri e mezzo.
Se ne metti in fila trecento copri la distanza di circa ventidue metri.
Se ne metti in fila dodicimila raggiungi i novecento metri.
Se poi pensi che le trecento bottiglie sembra arrivassero da un supermercato mentre le dodicimila venivano fornite dai più importanti produttori italiani ed esteri, la differenza è visibile anche a un non vedente.
Nonostante le mie dodicimila bottiglie in cantina, finii recensito in una certa guida con un simbolo in meno rispetto al ristoratore delle trecento bottiglie.
Quando ebbi l’occasione di incontrare nuovamente i quality raters di tale guida dissi loro: “Per quanto riguarda la cucina potete scrivere quello che volete. I piatti e gli abbinamenti di sapori possono essere soggetti ad interpretazioni personali, e lì non avrei fatto obiezioni. Ma non potete mettere davanti a me qualcuno che ha una cantina di queste… sproporzioni.” E mi premurai di farli scendere nella mia cantina a toccare con mano le dodicimila bottiglie.
Messi davanti a un’incontrovertibile evidenza, i due giornalisti mi dissero: “Probabilmente si è trattato di un errore di stampa. Provvederemo a rettificare sulla prossima edizione”.
Intanto però il danno era fatto, anche se il mio cliente tipo non se ne è mai accorto.
Giovanni Rotti

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